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Mamma, li russi !

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Mamma, li russi !

 Le istituzioni europee sono sotto attacco! I suoi nemici sono ovunque. Si insinuano perfino nel sacro palazzo di Bruxelles, strisciano per i corridoi, si imbucano alle riunioni (segrete!), ascoltano le udienze delle commissioni (addirittura!) , dei gruppi e poi… riferiscono.

Petra Astrivicius, europarlamentare lituana, parla di una vergogna per il Parlamento europeo e d i mani nelle tasche e nel cuore delle istituzioni europee. Sandra Kalniete, europarlamentare lettone, vede una grave violazione delle norme di sicurezza del parlamento europeo, il collega tedesco Knut Fleckenstein richiede una pubblica denuncia.

Le notizie della micidiale falla nella difesa continentale ribalzano da Radio Europa Libera al The Guardian. Molti sono increduli, altri stupefatti, alcuni perplessi. I più navigati si danno di gomito con l’aria di chi ha capito e, con la più anglosassone inflessione sicula, sentenziano con un vecchio proverbio “I fimmini quarchi vota dìciunu u veru, ma non lu dìciunu interu Cos’è successo ? dovremo ancora portare in nostri oramai stanchi petti  sul Varco di Fulda ? parare con le nostre affaticate membra gli assalti dal Balcone di Turingia ? chi è che pone in pericolo la sicurezza UE profanando i più intimi segreti di quella che ci dicono essere la nostra casa comune?

Keep Kalm, and respirare. La perfida spia che viene dal freddo è una studentessa russa di 21 anni, Yelizaveta Peskova, figlia di Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, “beccata” a lavorare come assistente dell’europarlamentare francese Aymeric Chauprade (ex Front nationale). Vedete, Sempre i fimmni  ! esclamerebbe a questo punto un personaggio dei romanzi di Camilleri. Non fraintendiamo: la rediviva Mata Hari è tutt’altro che innocente.

Lo prova il fatto che è - come acutamente alcuni non mancano di osservare – bella e bionda;  almeno avesse avuto l’onestà di essere un roito con i capelli da Strega Nocciola, le occhiute europarlamentari baltiche avrebbero potuto individuarla subito. Lo conferma ulteriormente il fatto che il parlamentare con cui collabora ha difeso, addirittura nel Parlamento Europeo, una propria opinione positiva sull’annessione della Crimea nel 2014. Solo un decerebrato può non veder il nesso evidente fra Yelizaveta (che all’epoca dei fatti aveva 17 anni) e la posizione politica di Chauprade! Del resto si sa, sono sempre i fimminia dettare la linea di politica estera.

Fra il serio (poco) e il faceto (molto) mi sovvengono, però, alcune domande da putiniano prezzolato ed eterodiretto. Davvero le istituzioni europee sono cosi mal ridotte e hanno così pochi problemi di cui occuparsi  da concedere tutta questa attenzione ad un fatto del genere ? se si, e lo temo, forse è meglio lasciar perdere. Ma l’Europarlamento non era una casa di vetro ? Quella di tutti. Cosa sono questi segreti che solo Yelizaveta può apprendere con l’inganno e in violazione delle “regole di sicurezza” ? come mai c’è bisogno di una spia per accedere a quelle informazioni ? se è così, scusate, ma vorrei vedere anch’io queste carte che l’euroburocrazia custodisce così gelosamente: temo di esserne il protagonista.