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E’ il 68, bellezza!

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E’ il 68, bellezza!

In questi giorni confesso di aver provato quasi pena per Bersani.

“Guardatevi in faccia : uno su quattro fra voi è un traditore !”. Questa frase, lanciata come un macigno durante l’assemblea dei Grandi Elettori del PD, può sembrare il triste sfogo di un  leader abbandonato dai suoi ma spinge anche a qualche riflessione. Il tradimento evoca, per antitesi, la lealtà; la lealtà è un comportamento della persona che consegue ad una scelta; la scelta richiede il concorso di ragione, intelligenza e volontà per originare un’azione ritenuta buona; la bontà, o la cattiveria, di un gesto presuppone un giudizio morale e la morale si fonda sul comune riconoscimento di un sistema di valori. Ecco perché al disgustato Bersani possiamo ricordare, senza cattiveria, che chi semina vento raccoglie tempesta.

Quella che si è consumata nei giorni scorsi nel centro-sinistra  non è altro che l’ultima, anche un po’ banale, conseguenza di un processo degenerativo dei comportamenti sociali e relazionali cominciato molto tempo prima. Senza andare alla preistoria, se ne possono trovare abbondanti tracce in quella mitizzazione dello spirito del ’68 che ha animato la sinistra, e non solo, italiana negli ultimi decenni. Una pletora di cattivi maestri ha insegnato alle nuove generazioni a vivere all’insegna del “fai ciò che desideri!”, nessun limite in alto, nessun limite in basso. Siate ciò che volete, i vincoli sono frutto di una mentalità retrograda e bigotta, i valori sono roba da clerico-fascisti.

Per anni l’intellighenzia che faceva riferimento al PD ( e alle molte sigle che lo hanno preceduto ) ha seminato a piene mani questa mentalità nei media di riferimento, nelle scuole, nelle istituzioni, nelle leggi e negli atti di governo. Se la famiglia ti pesa puoi spezzarla, se la maternità ti vincola puoi interromperla, se la società ti annoia puoi drogarti, rubare, spaccare vetrine senza gravi conseguenze. Un’intera generazione di leader della sinistra, proprio la più giovane, è stata svezzata con questo latte: perché l’unico peccato che non sarà perdonato dovrebbe essere proprio il tradimento del Segretario?  

Se, come sostengono Bersani & soci, una persona può sentirsi maschio alle 8 del mattino e femmina alle 10 e ha il diritto di ottenere dalle istruzioni, per legge, ogni sorta di diritto in materia famigliare, perché, invece, in campo politico, se un Grande Elettore del PD alle 8 fa la standing ovation  per Prodi e alle 10 vota contro  è un traditore?

Al centro-destra questa volta è andata meglio anche perché si trovava in una posizione oggettivamente più comoda. Viene però spontaneo chiedersi, constatando quanto sia diffuso il relativismo morale anche da questa parte, cosa sarebbe successo a posizioni invertite. Non a caso entrambi gli schieramenti alla fine hanno dovuto rivolgersi ad un personaggio cresciuto in  quella generazione di vetero-comunisti che certamente non era schierata a difesa dei valori morali dell’individuo ma almeno non ha, ancora, perso l’istinto di sopravvivenza.

A ben vedere Bersani dovrebbe stupirsi del fatto che “solo” il 25% dei suoi uomini abbia declinato in scelta politica quella putrefazione sociale che tutti insieme hanno contribuito a creare.